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Anzû
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mwcaAnzû, (accadico; in sumerico: mwcqmwcgdZû o mwcwImdugu, mwdaAN.IM.MImwdqMUŠEN, AN.IM.DUGUD.MUŠEN; mwdgcuneiforme: 𒀭𒅎𒂂𒄷 mwdwan.im.dugudmweamušen) è una divinità minore in diverse mweqreligioni mesopotamiche.
Indicato in lingua sumerica anche come mwewIm.dugud (in sumero mwfaIm, nebbia/vento/tempesta, mwfqDugud pesantecite-ref-orient-express-1-0[1], poderosa, violenta), aveva le fattezze di un enorme rapace e dal corpo, o la testa, di leone.
Contents
• Note
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Origine ed evoluzione del mito
Presso le mwhqmitologie mesopotamiche le creature costituite dall'unione di più animali rapaci, o con serpenti dragonici, erano solitamente forme mwhgdaimoniche delle divinità regali e guerriere della fertilità, della pioggia e della tempesta, con cui si accompagnano in aspetto benevolo come esseri portatori di fertilità. Nel loro aspetto feroce, invece, possono essere o causare eventi nefasti come disastri naturali, siccità e diluvi.
Da tener tuttavia presente che:
«Origine e significato del nome sono sostanzialmente sconosciuti, e gli assiriologi, per errore di lettura, lo hanno per lungo tempo accorciato in
Zû
.»
(Jean Bottéro e Samuel Noah Kramer, Uomini e dèi della Mesopotamia, Milano, Mondadori, 2012, p.412)
L'assirologo mwigThorkild Jacobsen ha ipotizzato che Anzu fosse una forma primitiva del dio mwiwAbu, che fu presto mwjasincretizzato con mwjqNinurta/Ningirsu, un dio associato ai temporali. Abu veniva chiamato "Padre Pascolo", illustrando la connessione tra i temporali e i campi che crescono in primavera. Secondo Jacobsen, questa creatura ibrida era originariamente concepita come un'enorme nuvola temporalesca nera a forma di aquila, e in seguito fu raffigurata con una testa di leone per collegarla al ruggito del tuono. Alcune raffigurazioni di Anzû lo ritraggono quindi accanto a capre (che, come le nuvole temporalesche, erano associate alle montagne dell'antico Vicino Oriente) e rami frondosi. La connessione tra Anzû e Abu è ulteriormente rafforzata da una statua trovata nel tesoro di mwjgTell Asmar raffigurante una figura umana con grandi occhi, con Anzû scolpito sulla base ed è probabile lo raffiguri nella sua forma simbolica o terrena come l'uccello Anzû e nella sua forma divina superiore, simile a quella umana, come Abu. Sebbene alcuni studiosi abbiano proposto che la statua rappresenti effettivamente un adoratore umano di Anzû, altri hanno sottolineato che non si adatta alla consueta rappresentazione degli adoratori sumeri, ma corrisponde invece a statue simili di divinità in forma umana con la loro forma più astratta o i loro simboli scolpiti sulla base.cite-ref-jacobsen1989-2-0[2]
Mitologia sumerica
Anzû è la personificazione della potenza del vento di tempesta e la causa dei temporalicite-ref-3[3]; rappresentato in modo simile ad un mwmqgrifone o ad una gigantesca aquila dalla testa leonina, l'apertura alare ricordava la spessa e minacciosa nube che ricopre il cielo annunciando l'arrivo di una tempesta.
Il mito più importante relativo a questo mwmwdemone è la sua ribellione dal dio del cielo mwnaEnlil, e il furto della mwnqTavola dei Destini conservata nello stesso santuario di cui era guardiano, per nasconderla in cima ad un monte.
Il dio supremo mwnwAn ordinò agli altri dèi di recuperare la Tavola, sebbene tutti temessero ora Anzû a causa dei suoi nuovi poteri. Solo il giovane dio mwoaNinurta (anche nella forma locale di Ningirsu, "Signore di Girsu") riuscì ad ucciderlo e a recuperare la tavola (secondo il mwoqCiclo di Ninurta); in un'altra versione fu ucciso invece da mwogMarduk. Anzu compare anche come aiutante del semi-dio mwowLugalbanda, re di mwpaUruk (in mwpqLugalbanda II ovvero mwpgLugalbanda e l'uccello Anzud, testo nel quale Anzu appare una figura meno nefasta)cite-ref-4[4].
Mitologia assiro-babilonese
In analogia alla mitologia sumera, Anzû rappresenta la potenza del vento del sud (il turbinoso vento che portava le polveri dalle zone semi desertiche meridionali), quindi spesso associato alla malattia e alla disgrazia, ma anche delle nuvole temporalesche, quindi fungeva da portatore della pioggia.
Nel mwtgperiodo accadico Anzû è descritto come figlio del dio supremo mwtwAnu e fonte delle acque del mwuaTigri ed mwuqEufrate. Sempre protagonista nel mito del furto della Tavola dei Destini, partecipa in ulteriori miti di una certa complessitàcite-ref-5[5].
Nella mitologia babilonese, Anzû è una divinità associata alla mwvwcosmogonia. Il frammento K.3454, conservato al mwwaBritish Museum, descrive il mwwqpeccato di (An)Zû:
(inglese)
«The crown of his majesty, the clothing of his divinity,
his umsimi, his crown? Zu stripped, and
he stripped also the father of the gods, the venerable of heaven and earth.
The desire? of majesty he conceived in his heart,
Zu stripped also the father of the gods, thè venerable of heaven and earth.
The desire? of majesty he conceived in his heart:
Let me carry away the umsimi of the gods,
and the tereti of all the gods may it burn,
may my throne be established, may I possess the parzi,
may I govern the whole of the seed of the angels»
(italiano)
«La corona della sua maestà, i vestiti della sua divinità
Il suo umsimi, Zu strappò, e
disarmò anche il padre degli dèi, il venerabile del cielo e della terra.
Il desiderio del potere esso nascondeva nel suo cuore,
Zu disarmò anche il padre degli dèi, il venerabile del cielo e della terra.
Il desiderio del potere esso nascondeva nel suo cuore:
Lasciami portare via l'usmiri degli dèi,
e così il fusto di tutti gli dèi possa bruciare,
possa il mio trono stabilirsi, che io possa possedere parsi(Persia),
che possa governare l'intera stirpe degli angeli.»
(George Smith, Tavoletta K.3454, colonna II, 6-15cite-ref-smith-6-0[6])
Nella mwcgSaga di Gilgamesh compare nella sua veste più maligna essendo la creatura onirica che trascina mwcwEnkidu agli Infericite-ref-7[7].
Alcuni studiosi ritrovano la sua figura quale archetipo della quarta bestia nel mweqLibro di Daniele (7,19)cite-ref-8[8]cite-ref-9[9].
Note
cite-note-orient-express-11. ↑ mwjwmwkamwkqOrient Express, su mwkgorient-ex-press.blogspot.it, 15 novembre 2011.
cite-note-jacobsen1989-22. ↑ Jacobsen, T. (1989). God or Worshipper. pp. 125-130 in Holland, T.H. (ed.), mwlgStudies In Ancient Oriental Civilization no. 47. The Oriental Institute of the University of Chicago.
cite-note-smith-66. ↑ mwwa(mwwqmwwgEN) mwwwGeorge Smith, mwxamwxqThe Chaldean Account of Genesis, Library of Alexandria, pp.mwxg 40-48, mwxwISBNmwya 9781465527141.
cite-note-99. ↑ mw5a(mw5qmw5gEN) Nili Wazana, mw5wmw6aAnzu and Ziz: Great Mythical Birds in Ancient Near Eastern, Biblical, and Rabbinic Traditions (mw6qmw6gPDF), in mw6wJournal of the Ancient Near Eastern Society, vol.mw7a 31, New York, Ancient Near Eastern Society, 2008 mw7q(archiviato dall'mw7gurl originale il 18 luglio 2014).
Bibliografia
• mw8gLuigi Cagni, La religione della Mesopotamia, Roma-Bari, Laterza, 1997, ISBN 978-88-420-5205-0.
Voci correlate
• mw9gNinurta
• mw-aEnlil
• mw-gLilith
• mw-aAn (mitologia) o Anu
• mw-gTavola dei Destini
• mwaqaZiz
Altri progetti
Altri progetti
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• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Anzû
Collegamenti esterni
• mwaquZu in mwaqyEnciclopedia Britannica - mwaqcinformazioni in inglese
• mwaqkThe Assyro-Babylonian Mythology FAQ: Anzu mwaqoinformazioni in inglese
• mwaqwEncyclopedia Mythica mwaq0informazioni in inglese
• mwaq8Catalogo letteratura sumera mwarainformazioni in inglese